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GRANOLA MANIA

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
Quante volte abbiamo sentito dire che la colazione è il pasto più importante della giornata?

In effetti è proprio così, perché ci consente di fare il pieno dell’energia di cui l’organismo ha bisogno al suo risveglio. E’ una regola che tutti noi conosciamo ma, nonostante sia così risaputa, ancora troppe persone la saltano o si limitano a bere solo un caffè magari per pigrizia, per mancanza di tempo o più semplicemente per abitudine. Eppure è stato dimostrato che non consumare il primo pasto della giornata espone ad una serie di rischi e problemi.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE FARE COLAZIONE

Una colazione bilanciata ci fornisce dell’energia necessaria per affrontare al meglio la giornata.

Durante il digiuno notturno, il nostro organismo usufruisce delle riserve epatiche di zucchero, che è in grado di immagazzinare sotto forma di glicogeno. Al risveglio queste riserve sono in fase di esaurimento e diventa fondamentale nutrirsi con una buona colazione, in mancanza della quale si attiva un meccanismo di compensazione che obbliga il nostro organismo a bruciare le proteine muscolari per procurarsi l’energia di cui bisogno per ripartire.  Con un digiuno prolungato si tenderebbe invece a consumare un pranzo e una cena abbondanti e ad immagazzinare parecchia energia sotto forma di grassi.

La colazione favorisce anche la regolarità dei pasti, aumentando il senso di sazietà durante tutto il giorno. Ecco perché è importante trovare almeno dieci minuti da dedicarle, così che diventi una buona abitudine alimentare.

PER FARLO USIAMO QUALCHE TRUCCHETTO…

Prepariamo la tavola la sera prima, facendo anche attenzione a renderla il più invitante possibile così da trasformare questo momento in una coccola quotidiana.

Preferiamo colazioni che si possano preparare in pochi minuti, usando prodotti cucinati in anticipo come i miei pancakes – vi basterà conservarli nel congelatore – oppure la tanto famosa Granola.

E’ composta principalmente da cereali, frutta secca, semi e frutta disidratata cotti al forno, per questo motivo non deve essere confusa con il Muesli. Per una persona che non se ne intende molto, potrebbero sembrare la stessa cosa e invece sono due preparazioni diverse, per gusto e modalità. In comune hanno gli ingredienti, che nel muesli vengono consumati al naturale e a crudo, senza essere né tostati né zuccherati.

La Granola invece include spesso anche la frutta disidratata. I vari ingredienti vengono mescolati, tenuti insieme da un “collante” - come il miele, lo sciroppo d’acero o lo zucchero - tostati in forno, fino a che non si solidificano. Ecco perché la Granola è più croccante del muesli.

Si può consumare da sola, con l’aggiunta di latte vegetale o vaccino, yogurt e frutta fresca.

E’ adatta a tutti, adulti e bambini e, limitando l’uso dello zucchero, è perfetta anche per chi sta seguendo un regime dimagrante perché è ricca di fibre, che regolano l’assorbimento degli zuccheri. Il suo consumo abituale fornisce il giusto apporto energetico, riduce la sensazione di fame e, preparata senza zucchero, aiuta a regolare i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Grazie al suo alto contenuto di fibre, è in grado di favorire una buona funzione intestinale, prevenendo la stitichezza e i disturbi legati alla cattiva digestione. Mi raccomando, però, ricordatevi di bere molta acqua durante la giornata, per facilitare la digestione di queste fibre.

A seconda degli ingredienti con cui la prepariamo, possiamo favorire il benessere del nostro sistema nervoso. Qualche esempio? L’avena, i semi oleosi e le noci! Aiutano a ridurre l’ansia, lo stress o la depressione. Rafforza il sistema immunitario in modo naturale ed è molto utile nei cambi di stagione, periodi in cui siamo più vulnerabili.

La grande varietà di nutritivi che assumiamo con la granola, per primi gli antiossidanti, sono preziosi alleati delle funzioni cerebrali e ci aiutano quindi a mantenere attiva la memoria e la concentrazione. La granola si prende cura anche della nostra bellezza, perché ricca delle vitamine utili al benessere di capelli, pelle e unghie.

Insomma è un alimento davvero sano e se lo preparate da soli, potrete anche limitare o togliere del tutto lo zucchero o se soffrite di intolleranze alimentari, evitare ad esempio il lattosio o il glutine!

ECCO DUE GUSTOSE RICETTE...

CON MANDORLE & NOCI PECAN
Questa ricetta fa riferimento alle “cup“, i misurini americani.

Una cup corrisponde a 240 ml ma non si può convertire in grammi, non corrisponderebbe e sballerebbe la ricetta per cui cercate di attenervi a questi misurini che tra l’altro sono comodissimi e li potete facilmente trovare su Amazon, da Tiger o da Ikea.

Ingredienti per circa 5 colazioni:

½ cup di mandorle
½ cup di noci pecan
2 cup di fiocchi d’avena
1 pizzico di sale
1/3 cup di sciroppo d’agave
1/3 cup di crema di mandorle
1 cucchiaio di acqua
olio di cocco qb.

Tritate grossolanamente le mandorle e le noci. Aggiungete tutti gli altri ingredienti, mescolate e distribuite su una teglia ricoperta di carta da forno. Tostate a 170 gradi per 20 minuti o fino a quando il composto risulterà croccante, avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Lasciare raffreddare prima di riporre in un barattolo di vetro. Si conserverà per circa 10 giorni.

GRANOLA GOLOSA
Vi serviranno:

200 gr di fiocchi di avena
50 gr di farro soffiato
30 gr di mandorle
30 gr di nocciole
30 gr di noci
30 gr di mirtilli rossi
80 gr di cioccolato fondente
40 ml di olio di riso
50 ml di acqua

Tritate grossolanamente le mandorle e le nocciole. Aggiungete tutti gli altri ingredienti e tostate in forno a 170 gradi, su una teglia foderata di carta forno,  per 20 minuti o fino a quando il composto risulterà croccante. Mescolate di tanto in tanto. Lasciare raffreddare prima di riporre in un barattolo di vetro.

Ora aspetto solo di vedere le vostre foto: taggatemi su Instagram!



UN PANINO AL VOLO

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
E’ proprio il caso di dirlo: un panino a volte si volatilizza!

Immagino vi sarà successo di pranzare con un sandwich, per scelta o meno, e allo stesso modo credo vi siate accorti che un pasto come questo sembra durare poco, soprattutto se avete la tendenza a masticare in fretta (o avete davvero poco tempo).

E’ UN PROBLEMA DIFFUSO

Perché fare pasto con un panino è dimostrato essere poco saziante. Nella maggior parte dei casi infatti non dà la possibilità al nostro cervello di ricordarsi di aver mangiato, non rimanendo nulla davanti ai nostri occhi a testimonianza del pasto appena consumato.

STESSA COSA SUCCEDE AL BUFFET

Siamo a tavola insieme agli altri invitati, finiamo ciò che abbiamo nel nostro piatto ed in men che non si dica il cameriere passa a ritirarlo.

Così, appena alziamo gli occhi e vediamo il nostro vicino che sta assaggiando qualcosa che prima non avevamo mangiato, ci alziamo e riempiamo un altro piatto come non avessimo mangiato.

Tutto questo è dimostrato, non sono mie elucubrazioni, ma se ci fate caso succede proprio così!

TORNIAMO AL NOSTRO PRANZO CON PANINO…

Dicevamo che il fatto di non avere un piatto sporco davanti ai nostri occhi, non aiuta a saziarci, anzi. Quindi potremmo pensare che il solo fatto di averlo possa fare la differenza.

INVECE NO

Non solo dobbiamo avere un piatto o un contenitore che “ci rimanga” dopo aver finito il panino, ma dobbiamo anche riempirlo con qualcosa che possa favorire la sazietà. Questo perché il panino viene spesso mangiato “in un solo boccone”, col risultato di aver fame dopo neanche un’ora.

COME FARE?

L’ideale sarebbe abbinarlo con delle verdure crude, da sgranocchiare. E’ possibile abbinarlo anche con un’insalata o con verdure cotte, ma se vogliamo restare nel pratico è decisamente meglio abbinarlo con dei finocchi, dei rapanelli, delle zucchine tagliate a fiammifero, del sedano insomma cibi pratici.

Certo anche questi sono facili da mangiare in pochi minuti (abbiamo appena detto che necessitiamo di praticità!), ma grazie alle fibre e al contenuto di acqua, contribuiscono a riempire lo stomaco, a rallentare il passaggio dei carboidrati del panino ed il loro assorbimento.

RISULTATO?

Minor impatto insulinico, maggior sazietà, minor fame nelle ore successive!

Si potrebbe anche pensare di aggiungere un mix di frutta secca e semi oleosi (attenzione ad eventuali allergie) oppure di abbinare il panino solo a questi ultimi.

L’importante è riuscire a trasformare questo pasto rapido, in qualcosa di altrettanto comodo ma saziante!




FRUTTA & ORTAGGI DAI COLORI INSOLITI

Pubblicato da in IN CUCINA ·
Gli ortaggi e la frutta sono tra le cose più preziose che la natura possa offrirci.

Arricchiscono i nostri piatti con semplicità e gusto, fornendoci fondamentali sostanze nutritive di cui il nostro organismo ha veramente tanto bisogno. Ormai tutti lo sappiamo ma vale sempre la pena ricordarlo: hanno un’alta concentrazione di antiossidanti, grazie ai quali ci difendono dai radicali liberi, la causa dell’invecchiamento cellulare.

Alcuni di questi prodotti presentano una colorazione diversa da quella che noi siamo abituati a vedere e alcuni di essi sono proprio gli antenati di quelli che noi acquistiamo da sempre presso i fruttivendoli. Negli ultimi anni sono stati riscoperti e proposti nuovamente sul mercato.  Alcuni sono definiti “frutti e ortaggi dimenticati” perché ci si riferisce a piante di antica tradizione, abbandonate o messe in disparte a favore di colture più produttive che meglio si adeguano alle logiche industriali.

A causa di questo fattore, sono molte le varietà che hanno subito un declino commerciale negli ultimi decenni ma fortunatamente le ultime ricerche scientifiche in campo gastronomico hanno dimostrato quanto sia importante sostenere il recupero di queste coltivazioni.

Se per un attimo mettessimo da parte i risvolti che frutta e verdura hanno sulla nostra salute e ci concentrassimo solo sulle incredibili tonalità, in alcuni casi a dir poco bizzarre, ci renderemmo conto che sono anche un autentico piacere per la vista. A volte, davanti ai banchi dell’ortofrutta, siamo difronte ad un vero e proprio arcobaleno!

Scopriamo più da vicino alcuni di questi magnifici prodotti.

I FAGIOLINI VIOLA
Hanno lo stesso gusto di quelli verdi, ma presentano un bel colore viola che perdono durante la cottura per tornare verdi.
Sono carnosi, senza filo e sono ottimi se consumati crudi anche se in realtà non bisognerebbe esagerare perché potrebbero interferire con la digestione. Contengono un grande quantitativo d’acqua (circa il 90 per cento del totale) e un basso contenuto di carboidrati e proteine perciò sono considerati alimenti ipocalorici (tra le 20 e le 30 calorie l’etto), adatti per una dieta salutare e finalizzata alla perdita di peso.

I fagiolini sono anche discretamente ricchi di fibre (circa il 3 per cento). Tra le vitamine sono presenti quelle di tipo A, C e K, con un apporto rilevante di acido folico. Tra i minerali, invece ferro, magnesio, manganese, calcio e potassio, molto importanti per il benessere del nostro organismo.

LE CAROTE VIOLA
Sono una varietà con una notevole quantità di antociani, pigmenti idrosolubili che conferiscono questo colore scuro. Gli antociani appartengono alla famiglia dei flavonoidi e quindi sono potenti antiossidanti in grado di prevenire l’invecchiamento. Il colore tende al violetto e alcune varietà all’interno sono arancioni o rosse.

Oggi vedere al mercato o al supermercato questi tipi di carote stupisce, ma migliaia di anni fa questa era l’unica carota disponibile. Provengono dall’Afghanistan ma solo quando si diffusero in Europa e nei Paese Bassi, nello specifico, cambiarono colore diventando arancioni in seguito ad esperimenti fatti in onore della dinastia Orange. Un’eccellenza italiana prodotta in Puglia è la carota viola di Polignano.

Per quanto riguarda i valori nutritivi, sono gli stessi delle carote tradizionali ad eccezione di un minor contenuto di zuccheri che le rende idonee anche ai diabetici e un maggior contenuto di antociani. Diversamente dalle carote arancioni non contengono il betacarotene e quindi non hanno nessun effetto sulla pigmentazione della pelle.

Il gusto è praticamente lo stesso e si possono cucinare allo stesso modo con la differenza che grazie al loro colore potrete preparare dei piatti davvero scenografici, come ad esempio un buon risotto conservando l’acqua in cui le avrete cotte per preparare il brodo vegetale.

LA PATATA VIOLA
Si tratta di una varietà antica di tubero proveniente dalle Ande peruviane, ma che da tanto tempo si coltiva anche in altri paesi come la Francia e l’Italia.

Queste particolari patate non si caratterizzano solo per il colore ma anche per la forma allungata e la consistenza farinosa simile a quella della castagna. Le tipologie più conosciute di queste patate violacee sono la varietà vitelotte o patata nera e violette con la polpa gialla.

Come tutti i prodotti di questo colore, sono ricche di antociani, sostanze che ci proteggono dal rischio di cancro, ictus e malattie cardiache. Contengono buone quantità di carboidrati complessi, proteine, fibre, vitamine e sali minerali, tra quest’ultimi rilevante soprattutto la presenza di potassio e tra le vitamine, quella C.

Si possono cucinare come quelle tradizionali con un effetto visivo cromatico veramente originale, immaginate per esempio il classico purè!

IL CAVOLFIORE ARANCIONE, VIOLA E VERDE
Per anni ci siamo abituati al consumo del cavolfiore bianco, ma ne esistono anche di colorati: quello arancione di provenienza canadese ricchissimo di betacarotene, quello viola - chiamato anche violetto di Sicilia data la provenienza – ricco di antociani, quello verde - che è il parente stretto della varietà bianca - che contiene un maggior contenuto di clorofilla a cui deve il suo colore. Noto quello di Macerata e di Moncalieri.

LA MELANZANA BIANCA
Non è un ortaggio facile da trovare sui banchi dell’ortofrutta, le sue origini sono incerte ma in Italia lo troviamo soprattutto in Puglia ed Emilia Romagna. Sono ricche di calcio, potassio, fosforo, Vitamina E e vitamina C, hanno un gusto molto più dolce delle classiche melanzane viola. Si possono cucinare allo stesso modo in forno, alla griglia o in padella. Immaginate una buona parmigiana…che raffinatezza!

I POMODORI GIALLI
E’ una varietà molto antica, si pensa che, dopo la scoperta delle Americhe, i primi pomodori che gli europei videro fossero proprio gialli, non a caso inizialmente il nome era “pomo d’oro”. In Italia la varietà gialla cresce sulle falde del Vesuvio.

LA ZUCCHINA GIALLA
Diffuse in Italia soprattutto nel nord est, poco conosciute nel resto della penisola. Sono più dolci rispetto alle zucchine verdi e ricordano un po’ la zucca. Si prestano a qualsiasi tipo di ricetta, perfette in un risotto.

L’ANGURIA GIALLA
E’ una vera e propria novità, è presente sul nostro territorio da pochissimi anni. La provenienza è giapponese. Queste angurie sono più piccole di quelle italiane, nate da un innesto botanico ottenuto in modo completamente naturale. La polpa è croccante, il sapore piuttosto delicato che ricorda vagamente quello del mango.

LA MELA ROSSA
In questo caso è la polpa ad essere rossa oltre che la buccia. E’ un frutto poco conosciuto. La varietà si chiama Weirouge, è fresca e molto profumata. Ha un’ottima percentuale di antociani ed è ricca di acido malico, che impedisce alla polpa di diventare scura al contatto con l’aria. La si trova in sudtirolo.

LA FRAGOLA NERA
Varietà che risale ai primi del novecento, nata in Germania ora ancora poco nota ma molto ambita dai veri intenditori che, tra le fragole, la eleggono tra le migliori in assoluto. In Italia la si trova in Liguria e più precisamente ad Imperia. Il sapore della fragola nera è dolciastro ed anche abbastanza forte, a causa dell’elevata presenza di zuccheri. Proprio per questo, le fragole nere sono indicate ed utilizzate per la realizzazione di ottime marmellate. Oltre che buonissime da gustare sono anche bellissime da vedere. Sono una fonte preziosa di vitamina C e di flavonoidi. Hanno un eccezionale potere antinfiammatorio proprio grazie al contenuto di questi flavonoidi che è sei volte maggiore rispetto alle fragole rosse che tutti conosciamo.  

Voi avete mai assaggiato uno di questi prodotti?


MI RESTA SOLO QUESTO

Pubblicato da in DIETA ·
Quando noi donne iniziamo un percorso dimagrante, abbiamo delle aspettative che vanno oltre al semplice peso.

A VOLTE, DIMAGRIRE SIGNIFICA REALIZZAZIONE

Non serve essere mamme per mettere gli altri prima di sé stesse, è sufficiente sentire il bisogno di prendersi cura delle persone care, per concedersi del tempo per se solo quando ci rendiamo conto di esserci trascurate.

Una delle cose che facciamo più spesso, arrivate a quel punto, è proprio intraprendere una “dieta”.

Purtroppo non sempre ci rendiamo conto del significato di quella scelta, del “peso” che ha sulla nostra psiche. Semplicemente iniziamo a seguire un regime alimentare perché vogliamo raggiungere un peso che ad oggi non siamo mai riuscite a mantenere.

Lo vogliamo con tutte noi stesse, ma facciamo fatica a riuscirci.

E NON CI PERDONIAMO

Perché “dobbiamo” farcela. Non sono ammessi fallimenti, non sono ammessi giorni senza vedere che quel numero scende.
Purtroppo però ciò che succede è che miniamo ancora di più la nostra autostima e disimpariamo, ancora una volta, a volerci bene.

DIAMO A QUEL PESO UN SIGNIFICATO CHE NON HA

Gli diamo più importanza di quella che ha, come se il suo raggiungimento ci garantisse la realizzazione.
Insomma, nella nostra vita c’è anche altro, no?

Ci sono la famiglia, gli amici, il lavoro, gli interessi…possibile che solo il controllo del peso possa avere il potere di farci sentire realizzate?

PURTROPPO SI’, SUCCEDE

Quando non vediamo altro che quello, quando abbiamo l’impressione di non fare nulla per noi stesse, vediamo nel dimagrimento l’unica fonte di felicità.

Avete letto bene, felicità. Non parlo solo di soddisfazione, ma proprio di appagamento, di realizzazione massima, come se il peso fosse un certificato di qualità.

INVECE E’ BEN ALTRO

Focalizzare sul dimagrimento, significa distrarsi da altro. Quando tutto sembra sfuggirci di mano, abbiamo bisogno che qualcosa vada “come diciamo noi”.
Succede anche il contrario: quando siamo realizzate su tutti i fronti e siamo abituate a riuscire in tutto, diamo per scontato che anche in campo nutrizionale debba essere così.

IMMANCABILMENTE, VENIAMO SMENTITE…

Il peso non va come vogliamo noi, anche se ci mettiamo un sacco di impegno.
Nel primo caso non solo non dimagriamo, ma ci sentiamo sempre meno soddisfatte, rafforzando così la convinzione che perdere peso sia davvero la soluzione per esserlo.

Nel secondo caso invece vediamo la perdita di peso come una questione di principio: riusciamo in tutto, dobbiamo riuscire anche in questo!

SIAMO SICURE CHE SIA L’APPROCCIO GIUSTO?

Voglio dire, se pretendere da sé stesse di perdere peso e di vedere un piccolo risultato ogni singolo giorno, non ci porta ad obiettivo, non è che c’è qualcosa che non va da un’altra parte?

Chi pretende di realizzarsi raggiungendo il peso desiderato, pretende di perdere peso ogni giorno, possibilmente in modo visibile. Non parlo di cambiamenti fisici, ma di peso vero e proprio. Poco importa l’analisi corporea, il numero sulla bilancia deve scendere: è l’unica cosa che gli resti da fare, per sentirsi realizzata. Tutto il resto va storto.

Chi pretende di avere successo anche nel dimagrire, si aspetta lo stesso tipo di risultato: il numero sulla bilancia deve scendere a tutti i costi, l’analisi corporea non gli interessa! O quel numero scende in modo evidente ogni giorno, ogni settimana o scende. Punto.

LA QUESTIONE PERO’ E’ UN’ALTRA

Sono donne che hanno dato a quel numero un valore più grosso di quello che ha, senza rendersi conto che se ad oggi non l’hanno tenuto sotto controllo è proprio perché tutto il resto non le soddisfa oppure perché pretendono troppo da sé stesse, sempre.

In un caso, è importante smontare la convinzione che tutto vada storto. Nel secondo caso sarebbe bene accettare il fatto che pretendere tanto da sé stesse, richiede un’area di relax in cui sfogare l’ansia da prestazione.

POTREBBE ESSERE DI AIUTO LA CELEBRATION LIST

Un’abitudine americana di scrivere, prima di andare a dormire, tre cose per cui essere soddisfatte di sé stesse.

Si tratta di cose fatte nella giornata, in qualunque ambito della propria vita. Azioni che ci hanno reso contente di noi stesse.
Compilarlo ogni sera ci permetterà di comprendere che c’è ben altro oltre al peso e che la nostra vita è più soddisfacente di quanto fino a dora abbiamo pensato.

Ci aiuterà ad acquisire fiducia in noi stesse, ogni volta che scriveremo delle azioni mai fatte prima, decomprimendo un po’ dall’ansia di prestazione.

CREDETEMI, FUNZIONA!

Vi basterà prendere un quadernetto, tenerlo sul comodino e compilarlo ogni sera. Vedrete, giorno dopo giorno, che scriverete non solo 3 azioni, ma 5, 7…piano piano imparerete a vedere il bello anche nelle cose più semplici!

Il vostro peso prenderà il giusto posto nella vostra vita e senza che ve ne accorgiate, scenderà!



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