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...E' TEMPO DI FRITTELLE !

Pubblicato da in LA SPESA ·
“Fritte sono buone anche le suole delle scarpe” recita un vecchio detto popolare e credo che sarete d’accordo con me nel dire che il fritto rende alcuni cibi davvero squisiti.

In questo periodo poi ci sono frittelle ovunque, nei supermercati, nei negozi di gastronomia, nei panifici, nelle pasticcerie, è una vera tentazione fra chiacchiere, castagnole e frittelle di mele.

La frittura è un metodo di cottura del quale non si può abusare per non incorrere a problemi di salute quali l’obesità, Ipercolesterolemia, Ipertrigliceridemia e danni epatici. Quindi è proprio il caso di dire che è sempre una questione di quantità, in realtà il fritto mangiato una volta al mese, per esempio, non ha nessuna controindicazione in un soggetto che si alimenta in modo corretto. Soprattutto i rischi ad esso associati diminuiscono in maniera considerevole se si rispettano alcuni semplici ma importantissimi accorgimenti.

Per prima cosa bisogna far attenzione all’olio da utilizzare che deve essere idoneo proprio perché non diventi tossico e subisca trasformazioni nocive per il nostro organismo. I due oli ideali sono quello di oliva e di arachide che rimangono stabili alle alte temperature che la frittura deve raggiungere.

E’ proprio quando non consideriamo il punto di fumo di un olio che creiamo problemi alla nostra salute. Il punto di fumo è la temperatura alla quale un olio qualsiasi inizia il suo processo di ossidazione una volta a contatto con l’aria producendo fumo, in quel caso l’olio va cambiato e sostituito. Questo aspetto non ci deve trarre in inganno perché molti oli di semi per esempio hanno un punto di fumo alto ma non sono indicati per friggere perché sono estratti mediante solventi a differenza dell’olio di arachide che può essere ottenuto attraverso metodi di estrazione biologica che non richiedono l’utilizzo dei solventi.

L’olio non adatto alla frittura si ossida formando una sostanza tossica, l’acroelina, nociva per il fegato e per le mucose dell’apparato digerente ecco perché la frittura fatta male può causare problemi di gastrite.

Altro accorgimento è quello di non utilizzare il burro per friggere. Essendo un alimento di origine animale è composto da grassi saturi che dovrebbero renderlo stabile alle alte temperature ma in effetti non è così perché è anche ricco di molta acqua che lo rende soggetto ad idrolisi causandone l’abbassamento del punto di fumo diventando molto tossico in breve tempo. Inoltre diventa difficile da digerire e favorisce l’aumento del colesterolo.

Gli esperti in cucina consigliano di utilizzare il burro chiarificato al quale viene tolto il componente acquoso ma l’olio vegetale rimane indubbiamente il più salutare.

Non mettiamo a friggere gli alimenti in poco olio e tiepido perché rischiamo che gli stessi si impregnino troppo e divengano pesanti, non prolunghiamo troppo il tempo di cottura, la crosticina croccante va benissimo, l’importante è che non diventi scura….si, lo so con questo aspetto il gusto è migliore ma per la salute non è proprio il massimo. Quando in frittura o anche in altre cotture l’aspetto del cibo si scurisce avviene un processo in cui si forma una sostanza cancerogena chiamata acrillamide che si crea a seguito della reazione tra un amminoacido e gli amidi contenuti in alcuni cibi per esempio le patate. Ecco il motivo per cui quando si tratta di friggere le patate è consigliabile lasciarle in ammollo nell’acqua e poi asciugarle bene.

Scoliamo bene i fritti prima di mangiarli e poniamoli su carta assorbente così da ridurre il contenuto di olio.

Un altro consiglio è quello di associare al fritto anche un vegetale ricco d’acqua e fresco (non cotto) o frutta in modo da aiutare il fegato che deve essere ben idratato per gestire il suo carico di fritto.

Ovviamente è preferibile consumare un fritto casalingo rispetto a quello di un fast food o di un ristorante, se non altro per essere sicuri di seguire tutte gli accorgimenti necessari. L'apparecchio più idoneo rimane la friggitrice perché mantiene costante la temperatura.

Concludendo possiamo affermare che la frittura, se realizzata con gli opportuni accorgimenti e introdotta nella giusta misura nella nostra dieta non fa male e non va demonizzata. I cibi se fritti nel modo giusto mantengono inalterate le loro proprietà e possono addirittura stimolare il fegato a produrre bile aiutando la digestione.

Mi raccomando quindi, friggete poco e bene….e, a Carnevale, concedetevi qualche frittella in serenità!



SE LI PERDI, CHIEDITI PERCHE'!

Pubblicato da in DIMAGRIMENTO ·
Perdiamo circa 100 capelli al giorno, lo sapevate? Non ce ne accorgiamo grazie al costante e regolare ciclo di crescita, ma in media questi sono i numeri.

La “vera” perdita di capelli si verifica quando questo ciclo di perdita e crescita viene interrotto, perché la formazione di nuovi capelli diventa sempre più rara. Quando questo accade, la maggior parte di noi tende a correre dal parrucchiere per farsi consigliare delle fiale miracolose, senza però approfondire la causa problema. In molti casi infatti, questo fenomeno può dipendere anche da una scorretta alimentazione e da una mancanza di equilibrio tra i nutrienti.

Certo è un argomento difficile da affrontare, soprattutto tra le donne perché causa imbarazzo. Eppure, secondo alcuni studi, il 40% delle donne quando arrivano a 40 anni sperimenta questo problema. Sebbene non vi sia una ragione stabilita per cui si verifica questo fenomeno né una soluzione definitiva, ci sono alcuni elementi legati alla nostra nutrizione che dobbiamo considerare.

Molti sono i fattori che svolgono un ruolo importante nella salute dei nostri capelli, influenzandone lunghezza, forza e tempo di crescita. Ovviamente in primis stile di vita e dieta (che, vi ricordo, significa "stile alimentare" e non "privazione") . E’ vero, esistono prodotti in grado di aiutare il capello a rinvigorirsi, ma pensare di risolvere il problema semplicemente con delle fiale o degli integratori è utopistico.

DOBBIAMO ANCHE CAPIRE SE LA NOSTRA ALIMENTAZIONE È CORRETTA, PERCHÉ A METTERE A REPENTAGLIO LA SALUTE DEI NOSTRI CAPELLI NON CI SONO SOLO STRESS E CADUTA STAGIONALE!

Scopriamo insieme cosa è importante consumare in quantità adeguate, per mantenere i capelli sani…

- PROTEINE Gli amminoacidi come Metionina e Cisteina, sono alla base della sintesi di Cheratina, la proteina di cui sono costituiti i nostri capelli.
Le diete povere di proteine possono contribuire alla perdita di capelli, alla loro fragilità, al cambiamento di colore, alla forfora e al cuoio capelluto secco. La Cisteina infatti, grazie alla sua elevata quota di zolfo, conferisce resistenza e stabilità alla struttura del capello mentre la Metionina è in grado di rafforzarla

- VITAMINE DEL GRUPPO B Sono utili per la sintesi della Cheratina, per la corretta ossigenazione del cuoio capelluto e per il nutrimento dei follicoli

- VITAMINA D Stimola la crescita dei follicoli piliferi

- VITAMINA E Svolge un’azione protettiva

- VITAMINA H Irrobustisce il capello e ne blocca la caduta

- FERRO E ZINCO Favoriscono la crescita dei capelli.

Riassumendo, prediligiamo alimenti naturali, ricchi di vitamine e sali minerali, evitiamo di consumare dolci in eccesso e assumiamo un’adeguata quantità di proteine e di acidi grassi polinsaturi.

Ora vediamo quali gli alimenti che fanno bene ai capelli e che contengono una buona quantità di questi nutrienti indispensabili:

- Il MIGLIO, noto come alimento fondamentale per la salute dei capelli grazie alla presenza di vitamine del gruppo B, di Acido Silicico e aminoacidi che insieme favoriscono la sintesi di Cheratina rinforzando il capello prevenendone la caduta

- Le CAROTE, ricche di Betacarotene, danno forza e resistenza. Sono facili da reperire tutto l’anno, ma è bene consumarle preferibilmente due o tre volte la settimana (attenzione a chi è sovrappeso-obeso a chi soffre di Diabete o Insulino resistenza)

- Il SALMONE, ricco di omega 3, proteine, vitamina D, zinco e alcune vitamine del gruppo B

- Le NOCI, ricche di magnesio, calcio e acidi grassi essenziali, omega 3 e omega 6. Sono una delle principali fonti vegetali di vitamina B5 (o Acido Pantotenico), una vitamina importante per i capelli in quanto ne stimola la crescita e previene anche la comparsa di capelli bianchi

- Le UOVA, fonte importante di amminoacidi utili alla salute dei capelli. Contengono acidi grassi, vitamine del gruppo B, vitamina D, Zinco e Ferro

- Gli AGRUMI, ricchi di betacarotene, come le carote

- Gli SPINACI, ricchi di vitamine del gruppo B

- Lo YOGURT, una buona fonte di vitamina A e di proteine

- Il LIEVITO DI BIRRA, contiene numerose vitamine, tra cui la preziosa Biotina e l’amminoacido Lisina, costituente della cheratina. Aiuta anche a regolarizzare il sebo e a rendere i capelli più lucenti, migliorandone l’aspetto

- I LEGUMI, forniscono proteine, Ferro e Zinco

- Le CARNI BIANCHE, grazie al loro contenuto proteico, sostengono la struttura del capello fortificandolo dall’interno.

QUINDI SI A CAPELLI LAVATI, PETTINATI E CURATI, MA PER AVERLI SANI E FORTI E’ NECESSARIO MIGLIORARE LA PROPRIA ALIMENTAZIONE!





RIDURRE IL SALE E' POSSIBILE!

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
Il sale è uno alimento indispensabile per il nostro organismo, ma consumato in maniera eccessiva può causare danni alla nostra salute favorendo l’aumento della pressione sanguigna, per questo dobbiamo tenerlo sotto controllo.

Le problematiche legate ad un uso sconsiderato sono tante: ipertensione, malattie cardiovascolari, insufficienza renale... L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un consumo massimo di 5 grammi al giorno, ma se consideriamo che è presente in molti alimenti che utilizziamo abitualmente,  limitarne il consumo è una vera impresa! Infatti, senza neppure rendercene conto, superiamo di molto le dosi raccomandate: i dati dimostrano che ne introduciamo almeno il doppio, nella nostra dieta giornaliera!

Ecco che anche in questo caso è necessaria una vera e propria caccia al sale. Ne abbiamo parlato anche in merito allo zucchero. Vi ricordate? Il problema più o meno è lo stesso. Il sale si nasconde un po’ ovunque…lo troviamo nei salumi, nei formaggi, nel pesce affumicato, nei prodotti da forno, negli snack vari, nei legumi e nelle verdure in scatola, nella frutta secca per aperitivi, in generale in tutti i cibi pronti, nelle acque minerali e addirittura nelle bibite gassate e nel pane: sapere esattamente quanto ne consumiamo diventa davvero difficile !

Quindi, per evitare che diventi un rischio per la nostra salute, abituiamoci a consumarne di meno preferendo cibi freschi e non conservati, frutta e verdura al posto di merendine o snack, pane toscano invece di quello con sale e acque con un contenuto ridotto di sodio.

Impariamo a ridurre il sale in cucina e ad utilizzare un sale di qualità: il sale bianco usato comunemente, subisce diversi processi di raffinazione perdendo così molti minerali a favore di un maggior contenuto di sodio pertanto, facendo attenzione al dosaggio preferiamo il sale marino integrale. A parità di peso rispetto a quello bianco contiene meno sodio ed è più salutare!

Cerchiamo anche di trovare delle alternative valide per sostituire il sale nei nostri piatti mantenendo il giusto grado di sapidità e di gusto delle nostre pietanze.

Ecco alcuni efficaci alleati:
-\tle spezie come curcuma, paprica, cannella, curry, zafferano, peperoncino e chiodi di garofano sono utilissime a dare sapore ai piatti senza rischi per la salute;
-\til succo di limone, favoloso per esaltare il sapore delle insalate;
-\til gommasio, condimento di origine orientale composto da sale marino e  semi di sesamo tostati che, essendo naturalmente molto saporiti, riescono a dare gusto alle pietanze;
-\tle erbe aromatiche - prezzemolo, salvia, basilico, rosmarino, maggiorana, menta, origano, timo,… - grazie al loro sapore e odore intenso sono un eccellente rimedio per rendere le pietanze sapide. Considerando le loro proprietà benefiche non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole. Sono ricche di vitamine e, in alcuni casi, favoriscono la digestione;
-\tIl pepe, conferisce ai piatti un sapore piccantino favorendo anche la digestione (occhio a chi soffre di reflusso o emorroidi…). Ha proprietà antisettiche e antinfiammatorie;
-\tl’aceto di mele, ottimo aggiunto all’insalata, nonostante il suo gusto acidulo non copre affatto il sapore dei cibi;
-\tIl lievito alimentare in scaglie (da non confondere con il lievito per far lievitare il pane), un insaporitore naturale ricavato dal lievito di birra deattivato, da utilizzare crudo perchè non perda le sue proprietà.

Un altro alimento molto utilizzato in cucina è il DADO, in molti casi un vero concentrato di sale e con un alto contenuto di glutammato monosodico. Dovremmo imparare a farlo in casa : avremmo un dado vegetale iposodico più sano e senza conservanti!

È più facile di quanto pensiate, provate a seguire questa ricetta...

-\tprendete due gambi di sedano, due carote, due cipolle, una zucchina , un pomodoro per un totale di circa 500 grammi
-\tuna manciata di foglie di basilico
-\tun rametto di rosmarino
-\tqualche foglia di salvia
-\tun rametto di prezzemolo
-\tun cucchiaio di olio extra vergine di oliva
-\tdue cucchiai di sale marino
-\tse vi piacciono potete anche aggiungere dei funghi champignon.

Lavate tutte le verdure, tagliatele a tocchetti e tritatele molto bene nel mixer. Mettetele in un tegame insieme all’olio e il sale e fate cuocere a fuoco lento per almeno 1h30’, mescolando ogni tanto perchè non si attacchino al fondo. Non aggiungete acqua o altri liquidi, perché si dovranno disidratare. Dopo il tempo di cottura indicato, rimettete il composto nel mixer e tritate ancora affinché diventi ben omogeneo. Rimettete il tutto sul fuoco e procedete con altri 15’ di cottura. Quindi spegnete e fate raffreddare. Infine trasferite il composto in vasetti di vetro - che potrete conservare in frigorifero -  oppure nei contenitori per cubetti di ghiaccio, per poterli congelare e conservare a lungo. Vedrete che bontà!

Ridurre il sale senza rinunciare al gusto? É possibile!



ANCHE L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
Si dice sempre che un piatto si mangia due volte: la prima con gli occhi e la seconda con la bocca ed è proprio per questo che l’impiattamento è molto importante. Molti studi infatti dimostrano che, una bella presentazione, ha una fortissima componente psicologica in grado di influenzarne anche il gusto!

 
Uno degli elementi fondamentali dell’impiattamento è il colore: così come influenza la nostra vita e le nostre scelte, lo fa col cibo! Ve ne siete mai accorti? E’ molto importante che un piatto, per non risultare scontato e noioso, abbia anche un bell’effetto cromatico: l’insieme tra il suo aspetto ed i colori che lo caratterizzano possono suscitare in noi emozioni tali da rendercelo ancora più gustoso.

Quest’aspetto è ancora più importante per quelle persone che devono seguire un regime controllato, dimagrante o meno, perché spesso il solo fatto di dover mangiare qualcosa perché gli viene indicato da qualcun altro gli fa “passare la poesia” ...

Aggiungere colore ai piatti mette allegria, per questo è importante farlo anche quando mangiamo da soli: è un modo per prenderci cura di noi!

Ormai si sa, i diversi colori dei cibi rappresentano le loro diverse caratteristiche nutrizionali, quindi se ci lasciamo guidare dalle stagioni saremo in grado di trasformare i nostri piatti in vere e proprie tavolozze!

Nei ristoranti, generalmente, vengono utilizzati piatti bianchi perché non interferiscono con il colore del cibo ma quando il cibo è bianco si aggiungono dei piccoli dettagli cromatici, come erbe o spezie, per creare un gradevole contrasto.

A dimostrazione di quanto l’impiattamento sia importante, negli ultimi anni si parla spesso di “Food designers”, professionisti del cibo dalle doti culinarie mixate ad un pizzico di arte e marketing. Analizzano le tendenze, studiano le esigenze dei clienti e i bisogni dei ristoratori, progettano nuovi modi di presentare il cibo che siano appetibili anche per gli occhi, nuovi packaging e anche strumenti e utensili legati al cibo. Praticamente sono dei “progettisti del mondo alimentare”.

Presentare un piatto in modo armonioso e affascinante per il palato non è cosa semplice ma, senza pretendere di arrivare all’arte, tutti noi possiamo “giocare” con forme e colori per rendere i nostri piatti più belli, oltre che buoni! Cerchiamo di essere creativi, originali e affidiamoci alla nostra capacità di accostare colori e sapori nel creare piatti gustosi.

Ricordatevi che servire un piatto non vuol dire solamente portare in tavola una ricetta, ma significa anche trasmettere a chi lo assaggerà l’impegno con cui è stato fatto, non solo nel gusto ma anche nel modo in cui il piatto viene proposto.

La disposizione accurata degli elementi che lo compongono può davvero fare la differenza, facendo apparire invitante anche la ricetta più semplice!






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