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LA NUTRIZIONE EMOZIONALE IN PRATICA

Pubblicato da in EMOZIONI ·
 
Se hai visto il video dedicato, sulla mia Instagram TV, sai di cosa sto parlando:
un approccio nutrizionale basato non solo su un regime alimentare personalizzato, ma soprattutto sulle emozioni e le motivazioni che portano una persona a preferire un cibo piuttosto che un altro.

Nel video ti ho accennato come la consistenza stessa del cibo ed il modo di mangiarlo, possano essere importanti punti di partenza per un percorso efficace.
 
Ti ho fatto un esempio molto semplice di una persona che, sotto stress, possa sentire il bisogno di introdurre alimenti croccanti nel proprio regime alimentare. Per quanto una simile necessità possa non sembrare un problema, in molti casi lo è, perché se il regime impostato non prevede cibi con queste caratteristiche, la persona si ritroverà con delle oggettive difficoltà: il mancato appagamento delle sue necessità, la spingerà verso il classico confort food, fino a perdere fiducia in se stessa e decidere di abbandonare il percorso.

Capisci quindi l’importanza che hanno le sensazioni che ognuno di noi ricerca nel cibo e le emozioni che da queste derivano. Per un percorso di successo non si può non tenerne conto. Ed è proprio questo uno dei cardini della Nutrizione Emozionale.
 
Siamo soliti dare per scontato che un certo stato emozionale ci spinga verso un determinato tipo di alimento, ma difficilmente indaghiamo le sue caratteristiche ed il nostro modo di mangiarlo.

Secondo la Psicoterapeuta Doreen Virtue infatti, ogni cibo nasconde una specifica emozione, lo stesso vale per il modo in cui noi lo mangiamo. Dopo anni di lavoro con pazienti tossicodipendenti, le fu chiesto di valutare quali potessero essere le ragioni che spingevano certe persone verso una specifica dipendenza alimentare.
 
Grazie ai suoi studi, ha scoperto una stretta connessione tra gli alimenti, il modo in cui le persone tendevano a mangiarli e lo stato d’animo in cui le persone si trovavano.
 
Queste sue scoperte mi guidano da sempre nelle mie consulenze nutrizionali, perché mi aiutano a comprendere meglio lo stato emotivo in cui si trova la persona di fronte a me. Chiederle come sta non porta spesso ad una risposta concreta, anzi molte volte è il miglior deterrente verso il dialogo.

Partire da ciò che mangia, da cosa la fa stare meglio, da ciò che prova quando mangia un certo cibo oppure dal modo in cui lo mangia e lo abbina, mi è di grande aiuto nel guidarla verso il suo stile alimentare.

Ti faccio qualche esempio.

Se dovessi dirmi che prediligi alimenti salati, croccanti e molto saporiti se non addirittura piccanti, capirei che stai vivendo un periodo di forte stress, nel quale non solo provi rabbia e risentimento, ma nutri anche un forte desiderio di cambiamento.

Non potrò non consigliarti qualcosa di sano ma sfizioso, che possa darti ciò di cui hai bisogno. Così al posto delle patatine che tanto ti attirano, ti consiglierò degli spuntini croccanti e saporiti, ma che non incidano negativamente sulla glicemia e quindi non intralcino il senso di sazietà o la diminuzione della massa grassa.

Un esempio? Gli arachidi tostati, i pistacchi, i nachos di mais!

Se invece dovessi dirmi che prediligi alimenti dolci, come per esempio il cioccolato, potrei pensare che sei alla ricerca di affetto (e questo molti lo sanno, perché la cioccolata favorisce l’incremento della serotonina, l’ormone della felicità), ma se dovessi raccontarmi che ciò che prediligi è la tavoletta di cioccolato, che gusti masticandola, allora saprei che non solo non sei soddisfatta dal punto di vista sentimentale o quanto meno sei alla ricerca di affetto, ma anche che la situazione in cui ti trovi ti fa sentire arrabbiata e forse nutri del risentimento. Se invece dovessi dirmi che gusti ogni quadrotto di cioccolato facendolo sciogliere in bocca, allora saprei che non sei felice dal punto di vista sentimentale ma anche che hai la necessità di sapere che il tutto si risolverà.

In entrambi i casi il cioccolato sarà la parola d’ordine e sarà aggiunto ad ogni tua colazione, per farti partire già positiva ed in qualche spuntino. All’occorrenza ti consiglierò di sicuro un quadrotto di cioccolato, ma di quelli a basso contenuto di zuccheri, così da farti stare tranquilla.

Questi sono solo due esempi, ma spero che siano utili a trasmetterti l’importanza di un siffatto approccio. Per esperienza infatti, so che non è necessario avere una dipendenza alimentare per usare il cibo come valvola di sfogo. Non è neppure detto che tu sia sovrappeso, puoi anche essere normopeso o addirittura sottopeso.

In ogni caso la Nutrizione Emozionale è l’approccio migliore perché io possa aiutarti al meglio e perché tu possa conoscere meglio te stessa.

E' un vero e proprio viaggio verso una vita più soddisfacente!




ANNO NUOVO VITA NUOVA !

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