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LE PATATE AMERICANE

Pubblicato da in IN CUCINA ·
OGGO PARLIAMO DELLE PATATE AMERICANE: VI PIACCIONO?

Il loro vero nome è Ipomea Batatas, una pianta erbacea perenne, che solitamente viene coltivata come annuale nei paesi a clima mite, con foglie palmate. Pensate, è una specie ornamentale che è anche ampiamente utilizzata come alimento.

In realtà è nota come patata dolce, o patata americana e meno nota con il nome di batata, è coltivata nelle regioni tropicali per i suoi rizotuberi (particolari radici succulente tuberiformi) commestibili, dolci e ricchi di amido.

Le aree tropicali delle Americhe sono proprio le zone dove veniva coltivata già 5000 anni fa. Dopo la colonizzazione di queste terre, si diffuse in Europa e anche in Asia.

Nonostante il nome attribuito di “patata dolce” o “patata americana” il legame botanico con le patate comuni è davvero minimo, le famiglie di appartenenza sono diverse, le prime fanno parte delle Convolvulaceae mentre le seconde delle Solanaceae.

Dell’Ipomea Batatas sono state selezionate cultivar (varietà coltivate) per il consumo alimentare e cultivar come piante ornamentali i cui rizotuberi sono comunque commestibili ma dal sapore meno gradevole.

Questo è il periodo ideale per coltivarla, aiuta a vivacizzare un po’ la casa durante questi mesi in cui l’attività vegetativa di molte piante da interno si ferma e poi, particolare non certo trascurabile, è parecchio economica.

In questo articolo non ho certo intenzione di parlarvi di giardinaggio ma questa pianta è così facile da coltivare che almeno due nozioni mi piacerebbe condividerle con voi. E’ davvero semplice ottenere un bellissimo effetto in pochissimo tempo anche per chi, come me, ha il pollice “nero” (mia madre mi dice sempre che alle piante bisogna parlare...io ci ho provato ma forse non gradiscono la mia voce!). Sono sufficienti poche accortezze.

La coltivazione avviene in idrocoltura, basta procurarsi un barattolo di vetro trasparente, riempirlo d’acqua ed immergervi, sollevato dal fondo (io uso degli stuzzicadenti), il tubero per circa metà della sua altezza, con la restante parte fuori dal contenitore. L’esposizione dovrà essere luminosa, anche in pieno sole per qualche ora, e la temperatura non dovrà essere inferiore ai 13 gradi. Così facendo, vedrete che nel giro di qualche giorno cominceranno a spuntare all’interno del vaso le prime radici, mentre dalla parte esterna germoglieranno i fusti dai quali cominceranno a crescere le tenere foglie di colore verde chiaro. Già dopo un paio di mesi avrete una pianta con fusti molto lunghi pieni di foglie che potrete addirittura far arrampicare su dei tutori anche se secondo me l’effetto più bello si ottiene facendole cascare da un vaso posto su una mensola o da un cesto.

L’unica attenzione richiesta è quella di assicurarsi che le radici siano sempre immerse nell’acqua che perciò dovrà essere man mano aggiunta a temperatura ambiente. Durerà fino a primavera quando le foglie cominceranno ad ingiallire e a diradarsi e il tubero andrà sostituito perché avrà esaurito le sue risorse.

Spero di avervi incuriosito, ora passiamo all’uso alimentare.

Per quel che riguarda le cultivar per uso alimentare in Veneto è famosa la patata americana di Anguillara e Stroppare (Padova) e la patata americana di Zero Branco (Treviso). In Puglia la patata americana è molto utilizzata e viene chiamata in diversi modi: patata dell’agro leccese, patata zuccherina o patana.

Esistono tantissime varietà di patate dolci, pensate, più di 400 e si distinguono per il colore della buccia gialla, arancione, rossa, viola o bianco grigia, per il colore della polpa bianca, gialla, rossastra o arancione, per la consistenza molle e umida, o secca e robusta, per la forma larga o stretta o per il sapore dolce e dolcissimo.

Sono considerate un superfood, vediamo perché!

Le patate dolci sono ricchissime di sostanze benefiche per il nostro organismo: in 100 gr contengono

Grassi 0,1 g di cui Acidi grassi saturi 0 g, Acidi grassi polinsaturi 0 g, Acidi grassi monoinsaturi 0 g, Sodio 55 mg, Potassio 337 mg, Carboidrati 20 g, Fibra alimentare 3 g, Zucchero 4,2 g, Proteine 1,6 g, Vitamina A 187 IU, Vitamina C 2,4 mg, Calcio 30 mg, Magnesio 25 mg, Ferro 0,6 mg, Vitamina D 0 IU, Vitamina B6 0,2 mg, Vitamina B12 0 µg.

100 grammi di patate dolci bollite forniscono al nostro organismo circa 80 calorie.

Si tratta in particolare di carboidrati complessi ma anche di un’apprezzabile dose di proteine (circa il 5%) e come potete notare di un quasi nullo apporto di grassi. La patata americana è dunque un alimento che può consumare anche chi segue una dieta ipocalorica.

E’ ricca di fibre pertanto si rivela molto utile in caso di stipsi e di vitamine A, D, B6 e C oltre che di sali minerali come magnesio, potassio, calcio, manganese e fosforo che la rendono un buon integratore naturale.

In America esiste un’associazione, fondata nel 1971, che si chiama Center for Science in the Public Interest (CSPI)e che è forse la più antica organizzazione indipendente in difesa dei consumatori basata sulla scienza con un programma atto a migliorare il sistema alimentare a sostegno di un'alimentazione sana. Qualche tempo fa ha stilato una classifica sui vegetali più salutari e ha messo al primo posto proprio la patata dolce. Gli esperti che hanno studiato questo alimento, hanno sottolineato l’elevata concentrazione di sostanze benefiche non solo nella polpa ma soprattutto nella buccia

La patata dolce è un'alleata del nostro sistema cardiovascolare grazie all’apporto di antiossidanti, vitamine, minerali e fibre che aiutano a proteggere cuore e arterie oltre al fatto che è un alimento privo di grassi saturi e di colesterolo. Inoltre l'elevato contenuto di carboidrati sotto forma di amido, riduce l'indice glicemico della patata dolce rispetto ad altre fonti di carboidrati.

Sono un'ottima fonte di vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa, del cuore, della pelle, dei denti, per rinforzare il sistema immunitario, aumentare i livelli di energia, migliorare lo stato d'animo e supportare la ghiandola tiroidea. Utilissima soprattutto in questo periodo dell'anno in cui la mancanza di luce solare comporta una diminuzione dei livelli di vitamina D.

Una patata dolce di dimensione medie, cotta al forno e consumata con la sua buccia, contiene oltre 4 volte l'apporto giornaliero raccomandato di vitamina A, importante per la vista, lo sviluppo delle ossa e delle difese immunitarie. Come gli agrumi, le patate dolci sono anche una buona fonte di vitamina C, che aiuta a combattere le infezioni e ad assorbire il ferro.

La patata dolce si presta alla realizzazione di diverse preparazioni dolci e salate…il prossimo articolo sarà dedicato proprio a questo.

Quindi...stay tuned, ci sono gustose ricette in arrivo!



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