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QUALI PENTOLE SCEGLIERE?

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
Ci preoccupiamo di ciò che mangiamo, a volte di come lo cuciniamo, ma ben di  rado di ciò che usiamo per farlo. Mi riferisco alle pentole: lo sapevate che, se usate in modo sbagliato, possono diventare fonte di sostanze tossiche?

Ormai nei negozi troviamo di tutto, ma siamo sicuri che siano prodotti di qualità e soprattutto che non siano nocivi per la nostra salute? Negli ultimi anni sono stati fatti diversi studi, a dimostrazione di quanto una pentola possa diventare pericolosa, se usata in modo inappropriato. Quindi forse forse è proprio il caso che ci si informi.

QUALE È MEGLIO SCEGLIERE?
In questo articolo vi parlerò di quelle più diffuse, dei loro pregi, dei loro difetti e di come non usarle se non volete compromettere il vostro stato di salute.

Le pentole antiaderenti
Chi non le ha? Credo che le usino tutti o quasi ormai per la loro caratteristica antiaderenza che impedisce al cibo di attaccarsi.
Purtroppo è proprio questa che le rende pericolose o meglio il teflon, quel film adesivo responsabile della anti aderenza. Forse pochi sanno che questo nome si riferisce ad un marchio e che la pellicola protettiva in realtà si chiama invece poli-tetra-fluoro-etilene (PTFE). È proprio questa che, a temperature superiori a 240° può rilasciare delle sostanze tossiche, che non riuscendo a degradarsi, si accumulano nel nostro organismo. Un esempio di pentola ricoperta di PTFE è la pentola di “pietra”.

Ovviamente se queste pentole dovessero essere rovinate in superficie, come “graffiate”, questo rilascio sarebbe quasi certo. Per questo si consiglia sempre di usare utensili di legno o silicone, perché non sono in grado di scalfire la superficie della pentola e quindi di rompere la pellicola protettiva! Per lo stesso motivo, da diversi anni, esistono in commercio dei proteggi pentola, da frapporre alle diverse pentole una volta impilate l’una sull’altra (QUI ne trovate un esempio).

Pentole di alluminio
Diciamo subito che l’alluminio deve essere del tipo anodizzato, così che la superficie sia sigillata da uno strato protettivo. Non sono antiaderenti ma hanno una buona conducibilità inoltre sono abbastanza economiche. Attenzione a non lasciare i cibi troppo a contatto soprattutto quelli acidi, perché altrimenti c’è il rischio che gli ioni del materiale si scambino con il cibo stesso. L’alluminio può essere rivestito anche con materiali che lo rendono resistente e antiaderente.

Le pentole di ceramica
Queste pentole, grazie al loro elevato potere antiaderente, permettono di ottenere una cottura ottimale utilizzando meno grassi e quindi di preservare le proprietà nutritive degli alimenti. Inoltre non si deteriorano se entrano in contatto con cibi acidi, come invece abbiamo visto che succede con le pentole di alluminio.

È considerata un materiale atossico, ma è purtroppo molto delicata perché si scheggia facilmente. Questo è l’unico motivo per cui può diventare  tossica, perchè le nanoceramiche di cui è composta verrebbero ingerite. Non vanno mai surriscaldate vuote, cosa tra l’altro non necessaria visto che raggiungono temperature molto elevate in pochissimo tempo.
Proprio per la loro delicatezza, vanno usate con utensili di legno o silicone e lavate con spugne morbide, che non ne rovinino la superficie.

Le pentole di acciaio
Sono le più diffuse per la loro solidità e resistenza alla corrosione. Si lavano con estrema facilità, non assorbono gli odori, ma hanno anche loro dei limiti: la bassa conducibilità di calore. Il cibo sul fondo riceve molto più calore rispetto a quello che si trova in alto e quindi rischia di attaccarsi se, durante la cottura, l’acqua e/o i condimenti si riducono. E’ per questo motivo che le pentole d’acciaio di qualità hanno un triplo fondo (due in acciaio ed uno in alluminio collocato al centro), per rendere la distribuzione del calore più uniforme. Se volete un’idea dello spessore da preferire, sappiate che quello di 6 millimetri è l’ideale.

Un altro limite di queste pentole è rappresentato dal rischio che l’acciaio inossidabile, a contatto con cibi acidi, rilasci particelle di metallo. Ahimè si, bisogna stare attenti a non utilizzarle per cuocere il pomodoro o salse agrodolci ed in ogni caso evitare che il cibo, dopo la cottura, resti in pentola per molto tempo.

...per chi è sensibile al Nichel
L’acciaio inossidabile è una lega composta da ferro, cromo, nichel e altri metalli. Non so se lo avete notato, ma riporta delle sigle - 18/10,18/8 e 18/c - che non sono da sottovalutare. Il primo numero indica la percentuale di cromo e il secondo quello di nichel quindi, in caso di sensibilità, è bene scegliere pentole che riportino la terza sigla (18/c), perchè indica l’assenza totale del metallo in questione.

Le pentole di Rame
Le preferite degli chef!  Hanno un’ottima conducibilità di calore e hanno un forte potere antiaderente, ma necessitano di una regolare manutenzione per evitare che l’interno si ossidi. Ovviamente questo è il motivo per cui nelle nostre case non entrano, sarebbero troppo impegnative, anche dal punto di vista economico!

Le pentole di Ferro e Ghisa
Ferro e ghisa sono due materiali che non presentano controindicazioni per la salute.

Il primo è indicato per cotture a fuoco vivo, perché sopporta altissime temperature purtroppo senza avere un’alta conducibilità di calore. Rischia di arrugginirsi facilmente e perciò dopo il lavaggio impone che le pentole siano asciugate e cosparse di olio.
Le pentole di ghisa sono “naturalmente” antiaderenti, molto resistenti - più di tutti i materiali citati fino a questo momento - e trattengono a lungo il calore. Unico difetto: la pesantezza!

Pietra ollare e terra cotta
Sono le pentole “di una volta”. Entrambe adatte a cotture lunghe, perfette per zuppe, i brasati e gli stracotti. Si riscaldano lentamente ma altrettanto lentamente si raffreddano e quindi mantengono a lungo il cibo al caldo. Attenzione solo che la terracotta non sia trattata con smalti contenenti piombo!

Spero di esservi stata d’aiuto e di aver fatto chiarezza su quali pentole preferire e perché. Soprattutto spero facciate tesoro di ciò che vi ho detto, così che le usiate nel modo più corretto per non mettere a rischio la vostra salute!
  




CUCINIAMO SANO!

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
È risaputo: una corretta alimentazione inizia dalla scelta dei cibi, che devono essere freschi e degli ingredienti, che devono essere di qualità (anche se io non demonizzo il prodotto surgelato né quello congelato, infatti ve ne ho parlato nel mio ultimo articolo: se non lo avere ancora letto, lo trovate QUI).

Quando li cuciniamo però, questo non basta, perché se vogliamo conservare le loro proprietà nutritive dobbiamo scegliere il metodo di cottura adatto. Altrimenti tanto vale acquistare i primi che capitano!

Quando li cuociamo infatti, aumentiamo la loro digeribilità, distruggiamo le sostanze nocive che contengono, eliminiamo virus e batteri,  ma purtroppo disperdiamo anche le vitamine ed i sali minerali che contengono. In più rischiamo anche di favorire la formazione di sostanze tossiche, soprattutto se usiamo certi metodi di cottura come la frittura e la cottura alla piastra.

Se vogliamo ottenere il meglio dal cibo che acquistiamo, non possiamo pensare di occuparci solo di sceglierlo, ma dobbiamo anche cuocerlo nel modo corretto!
Quindi, ecco la classifica dei metodi di cottura da preferire.

LA COTTURA A VAPORE
Esiste da secoli e appartiene alla tradizione orientale. Grazie all’enorme diffusione dei ristoranti cinesi e giapponesi è entrata nelle nostre cucine, diventando anche una nostra abitudine.

È un metodo di cottura che si adatta a tanti alimenti:  verdure, pesce, carne bianca e perfino ravioli o pasta ripiena.
In commercio si trovano piccoli elettrodomestici specializzati per questo tipo di cottura, ma sono facilmente sostituibili con dei semplici cestelli forati: messi sul fondo di una pentola, riempita d’acqua solo fino a toccare la superficie del cestello e non del cibo, permettono di cuocere al vapore senza che si acquistino strumenti appositi.

È proprio la mancanza di contatto tra cibo e acqua che aiuta a preservare i valori nutrizionali degli alimenti, soprattutto sali minerali e vitamine idrosolubili, perché l’alimento viene cotto dal vapore che lo avvolge!

Unico difetto? Le tempistiche piuttosto lunghe!

LA PENTOLA A PRESSIONE
Anche in questo caso il cibo viene cotto col vapore, ma grazie alla chiusura ermetica del coperchio la pressione e la temperatura interna aumentano ed i tempi di cottura si dimezzano.

Una valida alternativa alla classica pentola a pressione è il MULTICOOKER, che tra gli altri include anche la cottura a pressione con il vantaggio però di mantenere costante la temperatura, di ridurre ulteriormente i tempi di cottura e di preservare il valore nutritivo dei cibi.

Ovviamente nella nostra classifica non può mancare la…COTTURA AL FORNO

E’ sicuramente un metodo molto utilizzato, perché permette di cucinare diversi alimenti in modo sicuro e facile.  
I forni elettrici di oggi, hanno mille funzioni in grado di mantenere uniforme la temperatura interna e di permettere così una cottura omogenea dei cibi.

Proprio questo calore favorisce la formazione di una crosta sulla superficie dell’alimento, che aiuta a trattenere la maggior parte delle sostanze nutritive.

COTTURA AL MICROONDE
È un grande aiuto in cucina, non ci sono dubbi! È considerata sicura, a patto che si rispettino alcune regole di base.
Per un uso corretto è fondamentale utilizzare contenitori idonei e non riscaldare più volte lo stesso alimento.

Preserva i valori nutritivi degli alimenti, non danneggia le vitamine e ossida meno i grassi, rispetto alla cottura tradizionale in più è davvero rapida!

Col microonde potete scaldare, scongelare e cucinare.

Ora non vi resta che scegliere il metodo di cottura più adatto a voi, sapendo che sono tutti sani!



LA CONSERVAZIONE DEI CIBI, Seconda parte

Pubblicato da in LA SPESA ·
Come fare a meno del congelatore? E’ praticamente impossibile, con i ritmi estenuanti a cui siamo sottoposti! Quindi, credo sia bene capire come usarlo al meglio, perché ci permette di preservare le caratteristiche fisiche ed organolettiche del cibo.

VEDIAMO COME FARE
Per prima cosa dobbiamo fare una bella distinzione tra “congelato” e “surgelato”: non sono uno sinonimo dell’altro, come saremmo invece portati a pensare!

La surgelazione è infatti il processo che avviene nell’industria alimentare, grazie al quale il cibo raggiunge la temperatura ottimale di -18 gradi in tempi ultrarapidi. La congelazione invece è quello domestico, che avviene più lentamente. Questo è il motivo per cui i prodotti surgelati possono essere consumati dopo parecchio tempo.

Ovviamente questo articolo è dedicato alla Congelazione che, se fatta nel modo giusto, ci aiuta a migliorare la nostra qualità di vita. A volte è addirittura da preferire! Alcuni vegetali, per esempio, grazie alla congelazione mantengono un contenuto di vitamine superiore rispetto al prodotto fresco, conservato nel frigorifero per più di 24 ore.

Per congelare i cibi esistono appositi sacchetti e contenitori: vi consiglio di applicare delle etichette col nome del prodotto e la data di congelamento. Controllate periodicamente che cosa c’è nel vostro freezer e spostate davanti i prodotti più vecchi, sistemando sul fondo quelli appena preparati: in questo modo li consumerete secondo la scadenza e non sprecherete nulla.
Ora vediamo nel dettaglio cosa è possibile congelare.

CIBI COTTI
Non esiste limitazione al numero e al genere di cibi cotti che possono essere congelati: pane, salse, arrosti, primi piatti, ... E’ bene però tenere conto di alcune regole. Prima di tutto il tempo di cottura. Deve essere ridotto rispetto a quello normalmente utilizzato perché verrà prolungato durante il decongelamento, prima di servirlo in tavola. Seconda cosa, attenzione a non mescolare alcuni cibi. Se, per esempio,  volete congelare un minestrone di verdure o un brodo di carne, non aggiungete anche la pasta o il riso perché, se congelati insieme ai liquidi, perdono consistenza durante la decongelazione. Li metterete dopo, mentre preparerete il pasto.

Ricordatevi anche di mettere nel freezer solo i piatti completamente raffreddati, così da non imporgli un extra lavoro per abbassare la temperatura del prodotto e non rischiare di danneggiare quelli già congelati. Vi consiglio anche di suddividere le pietanze in porzioni, così che abbiate le quantità giuste da scongelare per il pranzo o la cena. Penso sappiate che è bene non ricongelare un prodotto dopo averlo scongelato, quindi se dividete tutto in porzioni non rischierete di scongelarne più del dovuto.
Io adoro i contenitori Tupperware e li uso anche nel freezer, quando il sacchetto non è adatto. Per esempio per i pancakes uso i sacchetti di Ikea, per il ragù uso i contenitori!


ALCUNI CIBI COTTI E IL LORO TEMPO DI CONSERVAZIONE…
Ecco un piccolo elenco di cibi cotti e della loro durata di conservazione: spero vi sia utile!
-\tminestrone di verdura 3 mesi
-\tbrodo di carne 3 mesi
-\tlasagne 2 mesi
-\tarrosto (maiale, vitello, manzo) 2 mesi
-\tpesce bollito o al forno 2 mesi
-\tpeperoni, melanzane, zucchine ripieni di carne 2 mesi
-\tfunghi trifolati 2 mesi
-\tspinaci lessi 2 mesi
-\tpizza 6 mesi
-\tpane 3 mesi
-\ttorte (escluse quelle con le creme) 6 mesi

CIBI FRESCHI
La carne
Per prima cosa suddividetela in porzioni, per lo stesso motivo che vi ho detto prima. Perché la carne resti morbida, anche dopo la cottura, vi consiglio di spruzzarci sopra un po’ di pepe e solo dopo di avvolgerle nella carta da forno o nella pellicola e metterle nel congelatore. Una volta congelate potrete raggrupparle, così come sono, nei sacchetti di Ikea, magari dividendole per tipo. In quel modo eviterete di avere le fette che vagano per il cassetto. I pezzi più piccoli potrete cucinarli direttamente, senza scongelarli, mentre quelli più grossi è meglio scongelarli, conservandoli in frigorifero.

ECCO IL TEMPO DI CONSERVAZIONE DELLA CARNE:
- carne magra 6/9 mesi
- carne grassa 4/6 mesi
- carne trita 2 mesi
- pollo o tacchino 12 mesi

Il pesce
Il pesce deve ovviamente essere fresco e pulito, cioè eviscerato e sfilettato. I pesci piccoli li potrete cuocere direttamente, senza essere prima scongelarli. Quelli più grossi dovrete prima scongelarli in frigorifero, come la carne.

Un’attenzione particolare alle aragoste ed ai granchi…io non li mangio ma magari qualcuno di voi si…  Dovrete prima cuocerli 10/15 minuti in acqua bollente non salata e raffreddarli rapidamente, estrarne la polpa e congelarla nei contenitori. Se invece volete congelare l’aragosta intera, dovrete farla sbollentare per 5 minuti in acqua bollente non salata, raffreddarla e avvolgerla nella carta da forno o nella pellicola per alimenti.

Gamberi, scampi ecc. si conservano crudi dopo averli ben puliti togliendo testa e zampe, il guscio lo toglierete solo dopo lo scongelamento.

Ostriche, cozze, vongole ecc. vanno spurgate in acqua fredda salata, poi vanno tolti dalla conchiglia da crudi o dopo scottati e lasciati nel loro liquido filtrato al quale dovrete aggiungere dell’acqua salata. Dovrete quindi conservarli per forza nei contenitori. Ricordatevi di non riempirli troppo per evitare che il volume del liquido aumenti così tanto da romperli.

ECCO IL TEMPO DI CONSERVAZIONE DEL PESCE:
- pesci più comuni 3 mesi
- molluschi 4 mesi
- aragosta, granchi 3 mesi
- gamberi, scampi 3 mesi

La verdura
Anche la verdura dovrà essere fresca, perché possa conservarsi bene e per molto tempo. Dovrete sbollentarla qualche minuto in acqua bollente - per evitare che annerisca e che perda sapore - raffreddarla  con acqua, asciugarla e impacchettarla.
Quasi tutta la verdura si conserva fino a 12 mesi, nel congelatore.

Questo tempo diminuisce quando parliamo di erbe aromatiche, che si conservano fino a 6 mesi. Queste potrete lasciarle intere, dopo averle pulite e asciugate, perché una volta congelate si sbricioleranno con facilità e saranno pronte all’uso.

La frutta
Ebbene sì, potete congelare anche la frutta! Soffre un po’ di più, rispetto ad altri alimenti, ma si può fare. Anche lei deve essere fresca e completamente matura.

La frutta piccola, come i frutti di bosco, può essere congelata nei sacchetti Ikea senza particolari trattamenti. Quella di dimensioni più grandi, come pesca, mela e pera, dovrebbe essere ricoperta di zucchero (se utilizzata cotta una volta scongelata) o di sciroppo (se utilizzata cruda una volta scongelata) per evitare la formazione di ghiaccio sulla superficie, perché ne altera la consistenza.

Questa sarebbe la “regola”, io invece la congelo già tagliata e senza l’aggiunta di zucchero e sciroppo – sapete quanto poco li apprezzi – perché la uso per fare il gelato finto. Alcuni frutti, come gli agrumi, potete conservarli a spicchi oppure sotto forma di succhi.

Lo scongelamento, nel caso del frutto intero, deve essere fatto in frigorifero. Il tempo di conservazione è di 12 mesi.

La pasta fresca
Non richiede particolari trattamenti, prima del congelamento. Potrete cuocerla direttamente, senza scongelarla. Si conserva nel freezer per 3 mesi.

Il burro
Potete congelarlo sia a pezzetti che intero. A mio avviso è più comoda la prima opzione, perché vi permette di avere anche delle piccole porzioni da aggiungere alle vostre pietanze, in fase di cottura.

Se doveste decidere di congelarlo a pezzetti, vi consiglio di tagliarlo tutto e disporre i cubetti su un vassoio, coperto di carta da forno. Dovrete mettere il vassoio stesso in congelatore, così che i pezzetti di burro si congelino, l’uno separato dall’altro. Una volta congelati, potrete riporli in un sacchetto o in un contenitore, togliendoli quindi dal vassoio. Ogni volta che avrete bisogno di un cubetto, avrete il vostro sacchetto in congelatore, senza rischiare di prenderne 3 o 4 in un colpo solo!
Il burro, una volta congelato, si conserva per 6 mesi che sia a pezzetti o intero.

Ecco fatto! Questi sono gli alimenti che penso possiate avere bisogno di congelare. Come dicevo all’inizio dell’articolo, le nostre vite sono talmente impegnate che è difficile fare a meno del freezer: imparare ad usarlo può davvero salvarci un pasto, senza stressarci troppo!



PREDENDO SPUNTO DA PINTEREST E NON SOLO...

Pubblicato da in BUONE ABITUDINI ·
Quando racconto alle mie pazienti i miei esperimenti in cucina, restano stupite della mia fantasia. In realtà sono più che altro una smanettona. Eh sì perchè le idee mi vengono sfogliando uno dei social che preferisco: Pinterest! Poichè molte delle mie pazienti non lo usano o, addirittura, non lo conoscono, ho pensato di dedicarci un articolo...spero possa cambiarvi la vita e farvi innamorare di questa piattaforma!

Pinterest è nato nel 2010, con lo scopo di permettere la condivisione di immagini, fotografie, video e che, a differenza dei più noti Facebook o Instagram, ricorda molto di più un motore di ricerca attraverso il quale trovare spunti di ogni tipo.

Generalmente non si trovano fotografie private, immagini personali o selfie perché il motivo principale che spinge un utente ad andare su Pinterest è quello di poter trovare materiale da condividere per arricchire il proprio interesse o la propria passione, insomma cercare informazioni utili. Ci si iscrive normalmente con la propria mail e una password o l’accesso da Facebook e/o Google+. In seguito si crea il proprio profilo e si personalizzano le impostazioni legate alla privacy.

Ora arriva il bello e cioè la possibilità di creare delle bacheche, immaginate come delle cartelle, su cui postare o meglio “pinnare” tutte le immagini che preferite e che vi rappresentano. Dovrete nominarle per argomento in modo da ritrovarle con estrema facilità ogni volta che lo vorrete.

Il nome Pinterest è l’insieme di due termini inglesi, pin che significa spillo o attaccare e interest che significa interesse. Quando trovate un’immagine o perché no anche un tutorial su come fare una determinata cosa, potrete semplicemente salvarli nella bacheca più appropriata fra quelle che avrete creato tramite un “pin”. C’è anche la possibilità di seguire altri utenti per condividere interessi comuni e viceversa di essere seguiti e quindi di avere dei followers.

Gli argomenti condivisi sono davvero innumerevoli: vedrete vi si aprirà un mondo! Vi troverete coinvolti in una ricerca senza fine perché Pinterest è una fonte inesauribile di idee, spunti e argomenti. Ah per cercare quello che vi serve c’è una normale barra di ricerca da utilizzare né più né meno come quella di Google per intenderci. Ora vi spiego come lo uso io...

PRIMA COSA CONTROLLO IL MIO FRIGORIFERO - passo 1
Guardo non solo le scadenze, ma anche i singoli alimenti che ho a disposizione. Quindi cerco delle ricette che contengano almeno uno di questi ingredienti. Se, per esempio, ho la feta che sta per sfuggire perchè è prossima alla scadenza, cerco tutte le ricette che la contengono e controllo quali altri ingredienti servono. Se me ne manca qualcuno vedo se ho qualche valido sostituto.

Volete un esempio pratico? Nel mese di Agosto, quando mio padre è rimasto in ospedale per 9 giorni, portavo pranzo e cena a mia madre. Inizialmente ho finito tutti i prodotti che avevo in frigo e che erano vicini alla scadenza. Uno di questi era proprio la feta. Bene, ho trovato una ricetta con quinoa, zucchine, pisello e feta ma mi mancavano i piselli. Cosa ho fatto? Essendo dolcini rispetto agli altri legumi, ho optato per un legume che fosse simile come sapore - gli edamame - e ho preparato la quinoa con zucchine, edamame e feta: a mia madre è piaciuta un sacco! Certo conoscere gli alimenti, le loro caratteristiche aiuta nel capire come sostituirli tra di loro...ma in futuro vi aiuterò anche in questo...

Se la ricetta mi piace, la conservo in una bacheca dedicata
Anche se modifico la ricetta, la conservo in una bacheca dedicata così da recuperarla con facilità. Tempo fa avevo creato delle bacheche dedicate agli alimenti che uso di più, ma mi sono accorta che non era pratico: ogni ricetta usa un mix di ingredienti per cui è difficile sceglierne uno come riferimento. In questo modo, col passare del tempo, vi creerete un bel ricettario da cui potrete partire per crearvi il menu della settimana.

SE VOGLIO ORGANIZZARMI DAVVERO BENE - passo 2
Uso Pinterest non solo per cercare una ricetta, ma anche per trovare dei menu planner da stampare ed usare per distribuire le varie ricette nei pasti della settimana. Mi piace variare la mia alimentazione e sapere, di giorno in giorno, cosa dovrò preparare mi aiuta a mangiare bene e a sentirmi meno oppressa dalle mille incombenze casalinghe.

Vi dico subito che trovare un menu planner che sia adatto a tutti non è facile, perchè ognuno di noi ha le proprie abitudini ed è giusto che trovi quello che gli si addice di più: ricordiamoci sempre che il menu settimanale deve semplificarci la vita e non il contrario!

Ho pensato comunque di selezionarne qualcuno per voi, così da aiutarvi a rompere il ghiaccio qualora foste poco pratiche. Vi basterà cliccare sui link qui sotto oppure dare una sbirciata alla mia bacheca Pinterest, nella cartella Menu Planner:

POI, SE MI STO ORGANIZZANDO LA SETTIMANA - passo 3
Faccio la lista di ciò che mi manca per preparare tutti i pasti - sulla base delle ricette che ho scelto o raccolto nel tempo - e dedico un giorno per fare la spesa. In questo modo arrivo al supermercato con le idee chiare e non cado nella trappola che quel furbacchione di Mr Marketing mi tende ogni volta. Lui vorrebbe vedere i nostri carrelli sempre zeppi come se dovessimo rifugiarci in un bunker per chissà quanto tempo!


PER I PIU' TECNOLOGICI
Esistono delle applicazioni da scaricare sullo smartphone, che permettono di realizzare il menu settimanale, scegliere le ricette, pianificare i pasti, fare l’inventario e la lista della spesa.  In alcuni casi la shopping list viene creata automaticamente una volta generato il menu. Questa non è un'opzione da poco perché, quando marito e moglie si occupano entrambi della spesa, avere la possibilità di condividere l'elenco degli alimenti permette ad entrambi di fare la spesa, sapendo esattamente cosa acquistare.

Ecco alcune applicazioni:

Tutto questo ha innegabilmente i suoi vantaggi e di questi tempi, in cui sembra si debba correre per qualsiasi cosa, è indubbiamente molto pratico ma….e qui era chiaro dovesse arrivare un ma….non ha certo il fascino di un menu settimanale esposto in cucina, visibile a tutta la famiglia e  toglie forse la possibilità di realizzare quel “progetto familiare” a me tanto caro.  

Che dire, oggi abbiamo fatto una piccola passeggiata insieme, tre passi non sono molti ma, se mantenuti nel tempo , faranno sicuramente la differenza!





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