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L’amaranto

L’amaranto è un prodotto sempre più apprezzato come alternativa a pasta e riso, di fatto utilizzato come un cereale anche se in realtà non lo è. E’ considerato uno “pseudo cereale”, come la quinoa, vi ricordate? Non appartiene infatti alla famiglia delle Graminacee bensì a quella delle Amarantacee ma a prescindere dalla sua appartenenza, è un alimento ricco di proprietà benefiche.

E’ originario dell’America centrale dove già anticamente veniva ampiamente utilizzato ma che agli inizi del XVI secolo, con l’arrivo dei Conquistadores, la sua diffusione subisce una lunga interruzione in quanto gli spagnoli lo vietano per obbligare l’uso delle proprie colture invece di quelle autoctone.

Dal punto di vista alimentare, viene riscoperto nel 1975 in seguito alla pubblicazione di un libro di botanica della National Academy of Sciences che riguardava diverse piante dimenticate tra cui proprio l’amaranto.

Oggi viene coltivato in quasi tutto il mondo e pensate che è usato anche come pianta ornamentale. Esistono oltre 50 specie del genere Amaranthus ma le più note sono quelle coltivate in India, l’Amaranthus gangeticus e in America, l’Amaranthus caudatus.

COSA HA DI PARTICOLARE?

La prima peculiarità è la sua ricchezza di proteine nobili, quelle da un elevato valore biologico, è infatti uno dei pochi vegetali ad essere ricco di aminoacidi preziosi e importanti, tra questi c’è sicuramente la lisina, spesso carente negli altri cereali. Grazie alle sue proteine nobili, l’amaranto è un alimento molto importante per chi segue l’alimentazione vegana.

Per quanto riguarda il resto dei componenti, presenta una buona quantità di fibre, ottime per la funzionalità dell’intestino che mantiene la sua naturale regolarità. Contiene un livello basso di lipidi e comprende molte vitamine, tra cui quelle del gruppo B, la vitamina C e la vitamina E.

Ecco la tabella nutrizionale per 100 grammi di prodotto:

11 g di acqua
13 g di proteine
7 g di lipidi
65 g di carboidrati
6,7 g di fibre
159 mg di calcio
7,6 mg di ferro
248 mg di magnesio
557 mg di fosforo
508 mg di potassio
4 mg di sodio
2,87 mg di zinco
4 mg di vitamina C
0,11 mg di Tiamina (o vitamina B1)
0,2 mg di Riboflavina (o vitamina B2)
0,9 mg di Niacina (o vitamina B3 o vitamina PP)
0,5 mg di vitamina B6
1,19 mg di vitamina E

L’amaranto è ricco di fitosteroli, molecole che hanno la capacità di abbassare i livelli di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue. Risulta essere quindi un valido aiuto contro le malattie cardiovascolari mantenendo il cuore in salute.

E’ senza glutine perciò può essere consumato da chi soffre di celiachia fornendo un adeguato apporto di carboidrati complessi al pari dei cereali che lo contengono. E’ adatto all’alimentazione degli anziani e può essere dato ai bambini fin dal primo periodo dello svezzamento.

Avendo un basso indice glicemico rispetto ai cereali, contrasta il diabete e riduce ulteriormente l’assorbimento di zuccheri grazie al contenuto di fibre.

La buona quantità di ferro contenuta rappresenta un valido sostegno per tutti coloro che sono a rischio anemia. Ricordate però che per agevolare l’assorbimento del ferro è necessario abbinarlo ad alimenti che contengano molta vitamina C come i limoni, i kiwi, le arance, i frutti rossi, i cavoli e i broccoli.

L’amaranto non ha grosse controindicazioni ne alterazioni con farmaci tranne in casi intolleranza a uno dei componenti di cui è costituito.

Possiamo dire che un consumo eccessivo è sconsigliato a coloro che soffrono di patologie renali, artrite reumatoide o gotta a causa dell’acido ossalico contenuto in discrete quantità che può rallentare l’assorbimento di minerali come lo zinco e il calcio.

DOVE POSSIAMO TROVARLO?

In tutti i negozi che vendono prodotti naturali sicuramente ma è possibile trovarlo anche nei supermercati della grande distribuzione. E’ sempre meglio acquistarlo di provenienza biologica.

L’amaranto si presta molto bene a numerose ricette dolci e salate, è sufficiente prendere un po’ di confidenza all’inizio e una volta acquisita la tecnica, si rivelerà un prodotto veramente versatile.

COME SI CUCINA?

Prima dell’uso va lavato accuratamente sotto l’acqua corrente e per cucinarlo, i metodi sono sostanzialmente tre, bollitura, cottura a vapore e tostatura.

Amaranto bollito: mettere a bollire in acqua bollente salata per 30 – 40 minuti senza mescolare, scolare e lasciarlo riposare per 10 minuti coperto per farlo gonfiare. Se lo fate bollire per più tempo, i semi diventeranno una gelatina.

Amaranto cotto a vapore: metterlo nella pentola a pressione per 20 minuti e anche in questo caso lasciatelo riposare in un recipiente coperto per 10 minuti.

Amaranto tostato: proprio come si fa con i pop-corn, tostare i chicchi di amaranto in padella con un filo d’olio, coprendo con un coperchio, fino a quando non si saranno tutti aperti.

L’amaranto può essere abbinato a vari ingredienti. Con tutte le verdure, le patate e anche i legumi specialmente le lenticchie. Se desideriamo preparare una zuppa, è meglio cuocerlo con dei cereali per esempio il riso, il farro o l’orzo perché da soli tendono ad attaccarsi tra di loro.

Meglio invece evitare l’abbinamento con proteine animali o latticini, perché essendo l’amaranto un alimento altamente proteico, questo accostamento potrebbe risultare di difficile digestione.

L’amaranto non si presenta solo in chicchi ma può essere trasformato in farina e utilizzato per fare pane, pizze o gnocchi. Sono ottime le insalate ma anche sformati, polpette e burger vegetali.

E’ squisito anche nei dolci, è piuttosto nota la torta di amaranto con pere e cioccolato ma si possono realizzare budini, dolci al cucchiaio o semifreddi. Ottimo l’abbinamento con il gelato, la frutta secca, lo yogurt, insomma, provare per credere.

Lasciamoci sorprendere da questo prezioso alimento….che ne dite di farlo nella nostra prossima rubrica Recipe Time?